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mercoledì 11 luglio 2007

Giustizia per Federico Aldrovandi

Blog Federico Aldrovandi
La giustizia e lo stato di diritto che vorremmo aiutare a costituire in Afghanistan, ha bisogno di essere salvaguardato costantemente in Italia, ogni giorno.

La storia di Federico Aldrovandi l'ho conosciuta attraverso il blog appositamente creato dai suoi genitori e amici, che fortunatamente ha suscitato un grande movimento su internet che si è sviluppato attorno.

Verità e giustizia, perché quello che vorremmo insegnare agli altri non sia solo un esercizio teorico.

Andreotti e il significato della sua sentenza

Grazie al blog di Piero Ricca e in particolare nella sezione video, ho trovato il filmato che riporto di seguito in cui ci sono anche gli interventi del magistrato Gian Carlo Caselli e del giornalista Marco Travaglio.

Naturalmente si possono esprimere giudizi in merito alla sentenza, ma non si può certo interpretare liberamente quello che dice.


mercoledì 4 luglio 2007

Conferenza internazionale sullo stato di diritto e i diritti umani in Afghanistan

Si è conclusa ieri a Roma la conferenza fortemente voluta da D'Alema perchè il problema dell'Afghanistan non è solo Militare e di sicurezza ma è anche quello di dare ai cittadini Afghani le certezze che consentono il progressivo miglioramento delle condizioni di vita del paese.

L'obiettivo è quello della creazione di uno stato di diritto in Afghanistan, e nella conferenza finale D'Alema ha riferito che i nostri tecnici di diritto hanno collaborato con gli Afghani per dare indicazioni su come ottenere questo obiettivo.

Non trovate che sia paradossale il fatto che siano i tecnici italiani che danno indicazioni per la creazione di uno stato di diritto, dove (tralasciando il grave problema dei condannati che ci governano) i problemi della nostra macchina giudiziaria fanno sì, che per noi cittadini, non vi sia certezza nell'applicazione del diritto!
Non scordiamoci inoltre che i nostri rappresentanti al governo e parlamento hanno spesso dipinto i nostri amministratori della giustizia come deviati e di parte, quindi adesso diventare degli insegnanti...

Mi è piaciuta la lettura di
"A un cittadino che non crede nella giustizia" di Gian Carlo Caselli e Livio Pepino.